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Le sostanze stupefacenti! Discuterne con tuo figlio è della massima importanza. Non permettere che egli, una volta adolescente, cerchi altrove, magari in fonti inaffidabili, i suoi interlocutori.
Istruzioni:

1) Senza ombra di dubbio, oggi più di ieri, essere un genitore non è sicuramente un ”mestiere” facile. Crescere un figlio nel migliore dei modi, benché possa essere gratificante, non è un compito agevole e non è difficile intuirne il perché.
2) A rendere tutto molto più impegnativo, per non dire problematico, è il tempo nel quale viviamo. Sfide, nuove e vecchie, ci chiamano continuamente a cimentarci e a confrontarci in famiglia su problemi e argomenti complessi e scabrosi.
3) Se da una parte si rende sempre più difficile far comprendere ai bambini le nuove problematiche incombenti, dall’altro per noi genitori diventa assai complicato cercarne i modi, i tempi e le parole giuste per affrontarle e darne le dovute e richieste risposte.
4) In questa guida cercheremo di dare qualche suggerimento in merito al problema invasivo e devastante degli stupefacenti. Quando parlarne? Come e in quali termini? Cosa dire e quali consigli dare? Questi gli interrogativi che s’impongono pressanti a noi genitori .
5) Cominciamo coi tempi. Il tempo ottimale per iniziare a fare i primi “passi” discorsivi sarebbe, senza dubbio, quello in cui siano i nostri figli a porre, di propria iniziativa, delle domande. Ma non sempre è bene attendere un tempo dettato da loro.
6) Potrebbe per una miriade di motivi non esserci o arrivare troppo tardi. Un esempio? Se tra figli e genitori non c’è un rapporto aperto, confidenziale, sereno e flessibile è possibile che i primi s’isolino e preferiscano aprire i loro discorsi ad amici virtuali o reali.
7) E così si “chatta”, cercando in questa modalità le risposte alle domande. Spesso, per non dire quasi sempre, le fonti di amici “virtuali” in materia possono non essere affidabili e pertanto si è a maggior rischio di impegnarsi in comportamenti non sicuri e di sperimentare le droghe.
8) La stessa cosa si può dire per quanto attiene l’uso del cellulare. Gli adolescenti, amano spesso e volentieri chiudersi nella loro stanza, lontani da orecchie genitoriali, per telefonare agli amici e parlare di tutto e di più, assorbendone a volte i loro discorsi pervasivi.
9) Tutto questo può spingerci al convincimento che non è mai troppo presto parlare ai bambini delle sostanze stupefacenti, anticipandone quindi i tempi. Anzi, in vista di una preimmunizzazione, si può cominciare il discorso nel periodo che precede l’adolescenza.
10) Ciò potrà dare oltremodo al bambino il tempo necessario per assimilare, con giusta gradualità, i concetti che gli andremo ad esplicitare. E ancora…lo si preparerà magari a confrontarsi meglio con le spiegazioni che gli verranno dal mondo della scuola.
11) A che età dunque bisogna gettare le prime basi per un discorso sui stupefacenti? E’ possibile iniziare già all’età di 7 anni. Quali gli spunti? Ce ne possono essere tanti e vari. Magari potrà essere una trasmissione televisiva, radiofonica, un articolo di una rivista che reca la cronaca di un adolescente vittima dell’uso della “signora bianca” .
12) Una persona che fuma o un giovane che beve birra sono ulteriori occasioni che possono spingere noi tutti a dare il via all’approccio discorsivo. Si potrà parlare dei danni causati all’organismo dal fumo e dall’alcol.
13) Nonché del problema della dipendenza dalla nicotina e dall’alcool. Poi da queste situazioni il discorso si potrà spostare sui farmaci che assumiamo in caso di bisogno. Dall’una all’altra tematica si può dire che il passo è davvero breve e c’è un vero e proprio interscambio di principi.
14) Un ulteriore spunto? Eccolo!.. Sfruttiamo magari l’occasione di uno stato febbrile del bambino durante il quale si è costretti a far uso proprio di farmaci. Cogliamo cioè la palla al balzo, come si direbbe con una metafora calcistica.
15) Può essere questo il momento più opportuno per soffermiamoci a parlare dei vantaggi e degli svantaggi dei farmaci in genere. Anzi lo stato di salute del momento potrà spingere nostro figlio emotivamente ad essere particolarmente attento alle parole che diciamo.
16) Adattando la conversazione alle reali possibilità di comprensione del bambino, portiamo il nostro discorso sull’importanza di un uso appropriato e responsabile dei farmaci. Quale tipo di consigli potremmo magari fornire ai nostri bambini in quanto a farmaci?
17) Se tuo figlio ha un’età tra 5 e sette anni puoi fargli capire, in un clima il più possibile all’insegna della distensione e della tranquillità, che i medicinali vanno usati in maniera appropriata e con dosaggi a misura dell’età.
18) Digli che molte pillole rassomigliano a caramelle colorate. Se hai qualche confezione, mostragliela. Avvertilo che qualora in giro, sia in casa propria che in casa di amichetti, dovesse imbattersi in qualche cosa di simile, di non metterla assolutamente in bocca, ma di consegnarla a te per un controllo.
19) Prospettagli la pericolosità dei farmaci, qualunque essi siano, se assunti in maniera inappropriata. Va detto che se i bambini imparano molto presto che, avvicinandosi al fuoco, ci si può bruciare, è ovvio che se ne staranno ben lontani da esso.
20) Fagli capire che i farmaci vanno assunti solo dalle mani dei genitori o di chi ne fa le veci e che vanno prescritti da un medico o, in ultima analisi, per i farmaci da banco basta anche il farmacista.
21) Mostragli che su ogni confezione di medicinali che hai in casa, sei solito mettere il nome di chi sta assumendo in quel momento quel determinato farmaco e ciò oltretutto per mettere al sicuro altri componenti familiari. Oppure che apponi un semplice adesivo colorato, per differenziarne il soggetto che li assume (bambino o adulto).
22) Tutto questo non potrà che portare tuo figlio a prestare molta attenzione a una qualsiasi scatola di medicinali che può trovarsi tra le mani. Se egli è abbastanza grande e sa leggere, sollecitalo a prendere sempre visione dell’etichetta che si trova sul farmaco, prima di prendere la sua medicina. E se c’è necessità di usare il medicinale ogni giorno dovrà apprendere ad annotare su un foglio il giorno e l’ora dell’assunzione.
23) Quando parli di farmaci a tuo figlio sii molto obiettivo. Da una parte, come è giusto fare, puoi decantargli i benefici che nel momento del bisogno possono venire da essi. Dall’altro devi prospettargli molto chiaramente che in caso di abuso e di uso maldestro degli stessi, risulterà assai controproducente l’assunzione, con seri danni alla salute.
24) Lo stesso comportamento di obiettività dovrai assumere quando dai farmaci che si usano in casa passerai al discorso dei farmaci stupefacenti. Chiarisci che sia gli uni che gli altri, in quanto farmaci, una volta immessi nel nostro organismo, interagiscono e ne modificano alcune funzioni.
25) Come già si consigliava in precedenza per affrontare l’argomento dei farmaci stupefacenti, sarebbe il caso di sfruttare opportunità derivanti dalla televisione o da altri mass media o anche da cronache di vita.
26) Non commettere l’errore di pensare che tuo figlio non sperimenterà mai l’uso delle droghe o dell’alcool solo perché vive magari in un quartiere residenziale di famiglie benestanti e perché frequenta scuole d’elite o perché gli dai tutto quello che vuole.
27) Prima che tu assuma questo comportamento che è prettamente dello struzzo, sappi che l’uso di stupefacenti e dell’alcol dilaga e trova cittadinanza in tutte le scuole e i quartieri, nessuno escluso. Anzi aggiungiamo che nessun genitore, figlio, o famiglia può ritenersi immune dagli effetti delle sostanze citate.
28) Anche i migliori ragazzi di questo mondo possono finire nei guai, benché abbiano ricevuto ottime direttive genitoriali o si siano sforzati in prima persona di stare lontani da certe sostanze allucinogene.
29) Parla dunque apertamente di tutto questo e al più presto con tuo figlio, mantenendo sempre un tono pacato e per niente predicatorio. Usa termini che tuo figlio, piccolo o adolescente che sia, possa comprendere facilmente.
30) Sii molto specifico e diretto sugli effetti delle varie droghe. Non negargli il senso di benessere e di onnipotenza che si avverte dell’inizio dell’assunzione . Parlagli poi della forte dipendenza da esse, del pericolo dell’overdose e di tutti i danni che a lungo termine si porta con sé .
31) Durante il tuo discorso cerca di essere attento a cogliere i segnali non verbali di tuo figlio. Se si mostra molto curioso, attento, pronto a farti una serie di domande per avere informazioni maggiori, continua pure sulla linea che stai percorrendo .
32) Se al contrario s’irrigidisce e appare turbato e scosso lascia per il momento cadere l’argomento. Non mancherà l’opportunità di riprenderlo. Comunque sappi che ci sono tanti fattori chiave che giocano un ruolo importante sulla possibilità di sperimentare o non sperimentare queste sostanze assai dannose.
33) Vediamo alcuni. Remano senza dubbio in direzione positiva il forte attaccamento alla famiglia, le buone amicizie, la non pressione dei propri pari, una forte autostima. Ma la cosa che potremmo porre in primis tra tutti questi fattori resta la modalità serena e colloquiale di relazionarsi con figli.
34) L’adolescenza è un periodo molto particolare e problematico dell’intero arco di sviluppo di un figlio. E’ il periodo in cui tuo figlio, come tanti, combatte non poco contro se stesso e gli altri per trovare una sua identità e una sua indipendenza .
35) Abbi per certo che quasi tutti gli adolescenti avvertono forte il desiderio di dispiegare le proprie ali alla vita, non più e non troppo sotto le ali protettrici dei genitori. E’ un processo questo del tutto naturale e normale. Al di là di eventuali atteggiamenti ribelli sappi che tuo figlio, in questa fase, continua ad avere bisogno di te e vuole il tuo amore.
36) Purtroppo non mancano altre forze disgregatrici, ovvero pressioni esterne che invitano a provare cose nuove e rischiose come il bere, la “polvere bianca” e il sesso. E’ il periodo in cui bisogna creare una relazione di fiducia, di onestà e di rispetto e in cui bisogna stare attenti a non porre troppe “stringhe” o a bloccare la linea di comunicazione, solo perché le cose non vanno nella direzione che si pensava o si voleva.
37) Instaura senza remore un confronto aperto, confidenziale, un confronto tale che possa tenere lontano tuo figlio da una possibile fuga negli stupefacenti. Sarebbe il caso, in questo periodo, di cercare di porre in campo un interesse che accomuni te e tuo figlio.
38) Potrà magari essere lo sport sia come partecipazione comunitaria ad eventi sportivi e sia come espletamento di una stessa attività sportiva. Lo sport potrà abbattere le barriere che eventualmente si siano già alzate o che potrebbero alzarsi tra te e tuo figlio.
39) Oltretutto potrà essere un ottimo canale di comunicazione tra di voi. Poniti sempre in ascolto attento di quanto vorrà dirti anche se quel che ascolterai magari non ti piacerà. Non esprimere giudizi durante l’ascolto. Se non condividi e non approvi quanto stai ascoltando cerca di usare il massimo tatto nell’uso delle parole e non perdere mai la calma.
40) E’ ovvio che, così facendo, tuo figlio, magari anche se inizialmente irrispettoso e offensivo, avrà modo di aprirsi senza alcun problema o condizionamento di sorta. Approfittane per fargli capire che nella vita ci imbattiamo in mille difficoltà e problemi che sembrano insormontabili .
41) Ad essi bisogna far fronte sempre con la forza della volontà e caparbietà decisionale. E’ vano cercare soluzioni di “forza” su altre sponde, magari facendo ricorso alle droghe o all’alcool, solo perchè non si riesce a trovare in noi la necessaria e giusta forza propulsiva e risolutiva.
42) Gli stupefacenti senza dubbio potranno comportarci un iniziale senso di benessere, un’eccitazione che ci farà evadere dalla realtà triste e oppressiva del momento. Ma qu

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